Grazie all’adesione del nostro Istituto al Progetto Nazionale di Educazione Ambientale “Un Albero per il futuro”, sono stati messi a dimora piante di specie autoctone
- 2 Fraxinus angustifolia (Frassino ossifillo)
- 45 Cytisus scoparius (Ginestra dei carbonai) [essendo cespugli non necessitano di tutore]
- 5 Laburnum anagyroides (Maggiociondolo)
Il nostro Istituto Scolastico si impegna ad accudire le piantine che il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità ci ha consegnato e a geo-localizzarle nelle modalità che verranno comunicate. Queste piante e la nostra Scuola contribuiranno a formare un grande bosco diffuso e a ridurre la CO2.
“C’è UNA SFIDA GLOBALE IN ATTO… una rivoluzione verde che coinvolge tutti i cittadini: modificare il nostro stile di vita e prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo.
Possiamo iniziare una nuova sfida insieme ai Carabinieri della Biodiversità per conoscere i nostri tesori verdi e lasciare il nostro segno nel mondo aumentando il livello italiano di biodiversità e di “verde”.
Come possiamo fare noi?
Piantiamo un albero e poi un altro e creiamo un bosco diffuso in tutta Italia, fatto di piccoli alberi di specie autoctone che cresceranno con noi accompagnandoci in un percorso che aumenti la qualità ambientale.
Il nostro impegno sarà ripagato da un risparmio di ANIDRIDE CARBONICA nell’aria: 50mila alberi tratterranno già nei primi 10 anni di vita alcuni milioni di Kg di CO2. Gli alberi, infatti, sono in grado di contrastare efficacemente l’inquinamento atmosferico con un costo decisamente inferiore ad altri rimedi non naturali. La piattaforma web ci mostrerà la distribuzione dei nostri alberi e la conseguente riduzione di anidride carbonica. Un circolo VIRTUOSO per il futuro del pianeta e per la nostra salute!”
Per la messa a dimora delle piantine ci siamo procurati:
- terriccio universale sufficiente per riempire tutte le buche e favorire la radicazione delle giovani piantine (circa 8-10 litri di terriccio per ciascuna buca, da integrare al materiale di scavo, se riutilizzabile)
- legaccio tubolare morbido o rafia naturale per legare le piante
- un paio di forbici
- tutori o canne di bambù di diametro medio-piccolo, lunghe circa 1,5-2 m
- shelter per proteggere il fusto delle piantine o filo del decespugliatore)
- innaffiatoio
Come registrare la posizione delle stesse (geolocalizzazione)
Link per accedere al sito del raggruppamento, con le informazioni sulle specie che abbiamo utilizzato
Così abbiamo documentato la nostra esperienza!
Scheda del Progetto
Documenti
Luoghi
via Mascagni, 12 – via Paisiello
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